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Residenze sociali Via Gallarate esito del Concorso Abitare a Milano

MAB Arquitectura, Milan (I), 2011

Il progetto consiste in un intervento di Social Housing promosso dal Comune di Milano all’interno di un'area di 33.500m2 nel quartiere Gallaratese, nella periferia nord-ovest di Milano. 
L’area d’intervento si colloca in un lotto stretto e lungo le cui sponde si affacciano rispettivamente a sud verso il fronte costruito di via Appennini, limite del quartiere residenziale Gallaratese, e a nord verso via Gallarate. 
Il progetto prevede la realizzazione di 184 appartamenti, servizi alla residenza e un parco di circa 3 ettari.

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Social Housing e Spazio Pubblico

Il progetto propone un modello di “Abitare Sociale” in cui la residenza è supportata da una forte struttura di spazi pubblici e di servizi che creano nuove sinergie con il quartiere esistente e contribuiscono al corretto inserimento della nuova comunità all' interno del quartiere. Il concetto di “abitare” non si estingue nella superficie minima dell'appartamento, ma si estende agli spazi comunitari (sale riunioni, depositi comuni), agli spazi aperti, alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali come l’asilo nido, il centro socio-culturale e il centro diurno per anziani (ci si rivolge a tre fasce di età diverse: bambini, giovani e anziani). I commerci e le caffetterie contribuiscono a caratterizzare il nuovo intervento e diventano luoghi di attrazione per l'intero quartiere.

Il masterplan e il progetto architettonico

Il parco e lo spazio pubblico strutturano l’intervento architettonico mettendo in relazione gli edifici, le zone verdi e i percorsi in un discorso continuo, omogeneo e unitario. Un percorso pedonale est-ovest organizza l’insieme, relazionando le fasce verdi a nord e sud. A sud il parco è dotato di aree attrezzate distinte per uso e qualità dei materiali, e si configura come un’estensione della via Appennini, diventando così spazio pubblico per l’intero quartiere Gallaratese. A nord, il problema dell’inquinamento acustico della Via Gallarate e della creazione di una barriera di protezione è stato affrontato con la volontà di mantenere la permeabilità tra strada e parco. Un sistema muro-collina di altezza variabile si lascia perforare e ritagliare secondo le linee di accesso pedonale e accoglie al suo interno, in spazi semi-ipogei, dei piccoli padiglioni di servizio al quartiere. I quattro edifici residenziali si collocano all’interno del lotto in corrispondenza delle pause tra gli alti edifici della via Appennini, a sud. In questo modo viene garantito il massimo soleggiamento e preservata la vista dagli appartamenti. Gli edifici sono pensati con una volumetria mista di linea e torre: all'interno del parco gli edifici di quattro piani si incastrano nel sistema del muro-collina, mentre a sud, lungo la via Appennini, si elevano con quattro torri di otto e dieci piani verso la città consolidata.

Gli appartamenti

Gli appartamenti, la maggior parte di tre e quattro locali, sono caratterizzati da una distribuzione flessibile; si riducono al minimo gli spazi distributivi, le cucine si integrano nelle zone giorno o si separano dai soggiorni con pannelli scorrevoli. Gli alloggi sono disegnati con una particolare attenzione all’esposizione solare est-ovest e alla ventilazione incrociata. Godono tutti di ampie vetrate ad alto rendimento termo-acustico e di loggie schermate con gelosie d’alluminio che rappresentano luoghi intimi di transizione tra interno ed esterno.

Immagini

Disegni


 

Centrum Odorf

GOOD PRACTICES  /  settembre 2012

Froetscher Lichtenwagner Architecten, Innsbruck (A), 2006

 

De Salamander

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Miguel Loos of Loos Architects, Zaandam (NL), 2006.

 

Die Gestapelte Kleingartensiedlung

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Helmut Wimmer, Vienne (A), 2002

 

Hegianwandweg Housing Project

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

EM2N, Zurich (CH), 2003

 

Iroko House

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Haworth Tompkins Architects, London (UK), 2002

 

Sargfabrik

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

BKK Architects, Vienne (A), 1996

 

The CiBoGa Terrain

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

S333 Architecture + Urbanism, Groningen (NL), 2003

 

AAA architetticercasi 2008 - primo classificato

ARCHITETTICERCASI 2008,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2008

DEMO architects, Milan (I), 2008

 

AAA architetticercasi 2010 - primo classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

B22, Stefano Tropea, Mikel Martínez Múgica, Sergio Coll Pla, Milan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2010 - secondo classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

Matteo Parini, Roy Nash, René Dlesk / P-U-R-A, Milan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2008 - secondo classificato

ARCHITETTICERCASI 2008,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2008

Operastudio, Milan (I), 2008

 

AAA architetticercasi 2010 - terzo classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

FLU design, Giuseppe Francavilla, Luciana Mastrolonardo, MIlan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2010 - quarto classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

Camilla Guerritore, Daniele Betelli, Sonia Cucci, Luca Varvello, Milan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2008 - terzo classificato

ARCHITETTICERCASI 2008,GOOD PRACTICES  /  dicembre 2008

-scape, Milan (I), 2008

 

SOCIAL MARKET - La città come interscambio

ARCHITETTICERCASI 2013,PROGETTI IN CONCORSO 2013,GOOD PRACTICES  /  luglio 2013

Marco Jacomella, Carla Ferrer Llorca, Andrijana Sekulic, Gianmaria Socci, Claudio Esposito, Salvatore Di Dio

 

LOG Abitare connessi

ARCHITETTICERCASI 2013,PROGETTI IN CONCORSO 2013,GOOD PRACTICES  /  luglio 2013

Giorgia Cilli, Arianna Veloce | Alessandro Fiorentini, Stefano Zagni


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