AAA

architetticercasi™

AAA architetticercasi 2008 - secondo classificato

Operastudio, Milan (I), 2008

La proposta intende rispondere 
al programma funzionale attraverso 
un intervento dal carattere unitario. 
La scommessa è quella di superare la 
differenziazione tipologica del comparto 
residenziale Forlanini con un unico 
edificio, capace di riassumere complesse 
e diversificate organizzazioni spaziali 
e tipologiche assorbendo al suo interno 
molteplici funzioni.

condividifacebook twitter  0 commentivai  via pecorini 16, Milano, MIapri mappa 

Principi insediativi

Il progetto diventa l’occasione per ripensare il luogo e favorire nuove relazioni con il contesto. In particolare si agevola il collegamento con il Parco Agricolo Sud che si estende oltrela tangenziale, ridefinendo il sistema dei percorsi; al tempo stesso si colloca una piccola collina piantumata con altezze a crescere in modo da isolare il lotto dall’inquinamento acustico della tangenziale. Un complesso sistema di piazze aperte verso la città e rivolte al nuovo edificio struttura una nuova gerarchia spaziale, che fa esplicito riferimento alla complessità urbana della città storica. Servizi ai residenti e al quartiere Il progetto punta ad arricchire la complessità funzionale dell’area inserendo una serie di spazi pubblici e collettivi a tutti i piani, in particolare al piano terra. Alcuni di essi sono ad uso esclusivo degli abitanti, altri sono rivolti al quartiere in modo da promuovere processi di “rinascita urbana”. La localizzazione dei servizi al piano terra è strutturata in relazione al sistema dei percorsi. Ogni piazza e corte si caratterizza per la presenza di uno specifico servizio: un bar nella piazza centrale, una palestra nella seconda piazza, un asilo nella corte dedicata ai più piccoli. Altri servizi comuni si collocano ai piani superiori,con una sala comune al secondo piano accessibile dal ballatoio e locali dedicati al relax (sauna, giardino d’inverno, giardini pensili e sala comune) sulla copertura degli edifici in linea. Ulteriori luoghi di condivisione, tra cui una lavanderia e i depositi per le biciclette, diventano occasioni di relazione intensa tra gli abitanti. Un’ampia metratura al piano terra è dedicata ai servizi rivolti al quartiere, in particolare agli incubatori d’impresa, che costituiscono una serie di spazi flessibili per piccole attività commerciali con un affaccio sulla città e uno sulla vi-ta comune della cooperativa.

Spazi aperti e luoghi di relazione sociale

Il progetto è organizzato intorno a quattro differenti spazi aperti, pubblici ma con pertinenze e spazialità diversificate.

  • La piazza d’accesso è caratterizzata dal prospetto principale della prima torre e ha la funzione di snodo tra il nuovo intervento e il quartiere Forlanini.

  • La seconda corte acquista una connotazione semi-privata e si caratterizza per la presenza della collina verde.

  • Lungo la prima e la seconda piazza si distribuisce il muro preesistente delle fabbriche a sud, che si prevede di trasformare in muro attrezzato per il gioco e lo svago rivolto a tutte le fasce d’età .

  • La terza corte si apre nuovamente al quartiere e si caratterizza per la presenza degli incubatori d’impresa, che si affacciano con vetrate continue.

  • La quarta corte, semipubblica, è caratterizzata da un giardino dedicato ai giochi per l’infanzia.
    Nei pressi si colloca l’asilo, che presenta un proprio spazio aperto privato.

Viabilità e collegamenti

L’edificio adotta una disposizione differente rispetto alle geometrie del lotto per aprire la visuale verso il Parco Sud, e al tempo stesso si stacca dal suolo per strutturare un percorso lineare che attraversa per il lungo l’intero intervento residenziale. Ne derivano due percorsi paralleli ma con valenze differenti: il primo propriamente pubblico, il secondo sempre usufruibile da tutti, ma con una connotazione più domestica. Il percorso ciclo pedonale proveniente da via Pecorini viene deviato intorno al lotto verso la piccola collina che funge da barriera acustica arborea. Il sottopassaggio alla tangenziale viene ripensato ampliandone le dimensioni e rendendolo praticabile anche alle biciclette. Un secondo percorso attraversa l’interno delle corti caratterizzandosi per la variazione degli spazi incontrati e diventando la “spina” dell’impianto planimetrico.

Complessità spaziale e relazione tra pubblico e privato

La proposta si concentra in particolare sul rapporto tra spazio pubblicoe privato, mirando a tutte le scale a costruire una fitta rete di relazioni architettoniche tra i luoghi dell’abitaree il suo intorno.

Complessità tipologica

Il progetto riassume in un unico corpo edilizio molteplici tipologie abitative:

  • Verso nord si collocano due torri con dimensioni differenti e con distribuzione centrale illuminata attraverso alcuni scassi da cui si originano spazi comuni;

  • I lati a nord della corte sono occupati da edifici in linea con corpi scala che servono due alloggi per piano;

  • I lati est sono occupati da edifici a ballatoio con la zona giorno degli alloggi rivolta verso la distribuzione comune;

  • Il lato sud della corte è caratterizzato da un doppio edificio a schiera sovrapposto con un doppio sistema di ingressi al piano terra e al secondo piano fuori terra. Caratteristico è il sistema dei giardini privati al piano terra e dei giardini pensili al secondo piano, entrambi di pertinenza dei singoli alloggi.

Distribuzione verticale e orizzontale Il sistema interno distributivo dell’edificio si propone di ricreare luoghi di aggregazione e incontro. Per tale ragione si è pensato ai corridoi come a “spazi urbani”, caratterizzati cioè da variazione funzionale, complessità spaziale e illuminazione naturale. In particolare il ballatoio al secondo piano percorre quasi per intero l’edificio riproducendo variazioni spaziali proprie della città . L’accesso ai duplex avviene attraverso i giardini pensili, che assumono le sembianze di giardinetti privati e associano il ballatoio a un piano terra. Inoltre verso la distribuzione comune si concentrano tutte le “free rooms”, che articolano le visuali all’interno dei corridoi. Nell’edificio a ballatoio verso la seconda torre si è sperimentato un sistema di relazione spaziale complesso tra spazio privato e pubblico. Qui gli alloggi sono dotati di balconi/free rooms di pertinenza privata, che si collocano dal lato opposto del ballatoio, colonizzando la facciata con scatole di vetro rivolte verso la piazza verde. Questa dislocazione porta l’abitante a “vivere con la porta aperta”per passare dall’interno dell’alloggio al balcone, pensato come potenziale serra o giardino d’inverno per i mesi più freddi. Il ballatoio si popola di attività e nuove presenze e diventa occasione di incontri e scambi sociali.

Alloggio, distribuzione e occasioni di incontro

Flessibilità

La flessibilità interna agli alloggi è declinata attraverso due specifiche strategie: un surplus spaziale, identificato in una stanza aggiunta che può essere modificata in funzione di specifiche esigenze, e l’organizzazione in fasce di servizi. La “free room” è un dispositivo spaziale che serve a garantire ampi margini di flessibilità  e ha l’obiettivo di dare risposta alle mutevoli e diversificate esigenze che caratterizzano l’abitare contemporaneo: in casa infatti vengono svolte diversificate attività, lavorative e non solo, che necessitano di uno spazio identificato con accessi e gerarchie spaziali differenti dal resto dell’alloggio. La “free room” è una stanza aggiunta che non comporta un aumento di metratura rispetto agli indici
suggeriti nel bando di concorso, ed è quasi sempre collocata verso l’ingresso per consentire un accesso indipendente. Può essere destinata a usi residenziali “ad esempio per un componente familiare che nel tempo necessita di maggiore autonomia” o lavorativi. In questo caso si possono aprire delle finestre verso gli spazi di distribuzione collettiva per dare maggiore visibilità  all’attività . Ballatoi, corridoi e distribuzione orientano la collocazione delle “freerooms” conformando una nuova e inedita gerarchia spaziale all’internodelle abitazioni collettive. Gli edifici in linea sono organizzati con un corpo servente che ospita la parte umida degli alloggi (bagni e cucina). In questo modo gli spazi interni possono essere modificati senza compromettere il funzionamento dell’alloggio. La stessa strategia progettuale è stata reiterata nell’edificio a torre e negli edifici a schiera.

Comfort: luce, spazio e luoghi aperti

La questione del comfort viene affrontata in termini di qualità  spaziale, luce e relazione con gli spazi aperti. I prospetti verso sud presentano generose aperture che garantiscono un’ampia illuminazione degli interni. Inoltre gli alloggi sono dotati di ”free rooms”, terrazze e logge che garantiscono un surplus spaziale utilizzabile secondo le specifiche esigenze. Il comfort viene garantito anche da una serie di dotazioni esterne all’alloggio e condivise con gli altri abitanti.

Razionalità costruttive: risparmio energetico ed economico

Elementi di risparmio economico

I fattori che più concorrono a diminuire il costo di costruzione riguardano la struttura e gli elementi costruttivi: si possono citare la limitazione degli scavi a un solo piano interrato per l’autorimessa e la struttura a pilastri dell’edificio in linea, che poggia su una doppia pilastratura con luce di 7 m e sbalzi di circa 2 m, una tipologia strutturale propria degli edifici per il terziario avanzato. Un passo molto stretto e costante di 3,6 e 3,2 m consente di ottimizzare i cementi e suggerisce l’uso di processi di prefabbricazione. La standardizzazione dei passi strutturali ha importanti ricadute sulle facciate, pensate come elementi leggeri prefabbricati per diminuire i carichi e ottimizzare le procedure costruttive di cantiere. La standardizzazione delle finestre prevede inoltre un modulo costante di 80 cm per tutte le facciate, con sole quattro tipologie di finestra per l’intero edificio.

Sostenibilità ambientale

Il progetto dedica particolare attenzione agli aspetti del consumo energetico. Sulla copertura delle due torri e su parte delle coperture delle corti viene collocato un impianto di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda per il riscaldamento dell’edificio. L’impianto di riscaldamento è a pavimento per ottimizzare l’approvvigionamento di acqua calda e scambiare calore nel periodo estivo prelevando l’acqua di falda. Alcune attenzioni progettuali sono volte a migliorare le condizioni termiche dell’edificio: la differenziazione delle bucature tra sud e nord, privilegiando ampie vetrate verso la parte più radiante, e l’utilizzo per il periodo estivo di un sistema semplice ed economico di oscuranti a tenda esterni.

Valutazione della giuria

La giuria ha apprezzato nel progetto la varietà di spazi pubblicichiaramente definiti e sapientemente congegnati attraverso l’articolazionedi un unico edificio che coniuga differenti tipologie, offrendo una varietà  composta e armonica. L’inserimento nel contesto è stato ben considerato, le funzioni e le forme previste per gli spazi aperti appaiono pienamente rispondenti alla potenzialità  dei luoghi progettati. La proposta suggerisce inoltre interessanti capisaldi di disegno urbano e architettonico per una eventuale futura trasformazione dell'area industriale a sud. Le tipologie sono state studiate in modo accurato e corretto: risulta particolarmente interessante il principio delle “free rooms” e il loro rapporto con il connettivo degli edifici e con lo spazio pubblico. Vi sono perplessità  sul fronte compositivo: la buona sensibilità dimostrata per il trattamento degli spazi aperti e per la composizione tipologica non è stata impiegata nella definizione di un linguaggio architettonico adeguato, in particolare il disegno dei prospetti appare in alcune parti assai semplicistico. Manca un approfondimento sul ruolo delle coperture. Le tavole risultano di difficile lettura e la resa grafica della proposta è decisamente riduttiva rispetto alla qualità  del progetto.

Disegni

Renders


 

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AAA architetticercasi 2008 - terzo classificato

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-scape, Milan (I), 2008

 

AAA2008 ovvero perché agli architetti piace il gioco d’azzardo

ARCHITETTICERCASI 2008,LETTURE  /  dicembre 2008

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Nuove forme progettuali per la residenza cooperativa

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Centrum Odorf

GOOD PRACTICES  /  settembre 2012

Froetscher Lichtenwagner Architecten, Innsbruck (A), 2006

 

De Salamander

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Miguel Loos of Loos Architects, Zaandam (NL), 2006.

 

Die Gestapelte Kleingartensiedlung

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Helmut Wimmer, Vienne (A), 2002

 

Hegianwandweg Housing Project

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

EM2N, Zurich (CH), 2003

 

Iroko House

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Haworth Tompkins Architects, London (UK), 2002

 

Residenze sociali Via Gallarate esito del Concorso Abitare a Milano

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

MAB Arquitectura, Milan (I), 2011

 

Sargfabrik

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

BKK Architects, Vienne (A), 1996

 

The CiBoGa Terrain

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

S333 Architecture + Urbanism, Groningen (NL), 2003

 

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Matteo Parini, Roy Nash, René Dlesk / P-U-R-A, Milan (I), 2010

 

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FLU design, Giuseppe Francavilla, Luciana Mastrolonardo, MIlan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2010 - quarto classificato

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Camilla Guerritore, Daniele Betelli, Sonia Cucci, Luca Varvello, Milan (I), 2010

 

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SOCIAL MARKET - La città come interscambio

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