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Ettore Donadoni, Marco Baccarelli, Valentina De Palo, Serena Di Giuliano

Il progetto individua un telaio insediativo, che partendo dalle risorse presenti si rafforza attraverso nuovi spazi pubblici. Il fulcro è nel nuovo parco lungo via Pestagalli che si configura come una vera e propria centralità. Il parco permea l’intera area di progetto e integra nel disegno dei propri spazi l’edificio polifunzionale che ospita funzioni commerciali, un Business Innovation Center e residenze speciali.
L’area assume diverse scale di rilevanza in relazione alle porzioni di contesto nelle quali viene considerata, declinando così differenti rapporti tra residenze, lavoro e servizi secondo la scala di vicinato, di quartiere e metropolitana.
Le nuove attività colonizzano il suolo pubblico rafforzando il telaio e generando una complessa rete di relazioni tra gli abitanti.

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D00- Elaborato grafico

D00 - Elaborato grafico

G00 - Immagini generali

T01 - Quadro strategico

Un supporto strategico che si costruisce dalle risorse esistenti

L’area di via Pestagalli può assumere rilevanza a scale differenti rispetto al contesto entro il quale viene collocata. Infatti, se considerata in sé l’area, può sviluppare col proprio intorno delle dinamiche interne, fondate sul rapporto tra residenze, servizi e lavoro (scala di vicinato); se guardata nel contesto più ampio del quartiere che si sviluppa da nord a sud, tra la ferrovia e il futuro parco di Santa Giulia, può assumere un ruolo di centralità alla scala dell’intero quartiere (scala di quartiere); se infine la osserviamo nel suo rapporto con la stazione e il futuro quartiere oltre il parco, la sua rilevanza può ritenersi alla scala della regione urbana (scala metropolitana). Le strategie proposte mirano a rafforzare la centralità dell’area entro questi differenti ambiti e soprattutto hanno l’obiettivo di costruire veri e propri sistemi urbani, che possano sviluppare le proprie specificità rispetto alla loro scala di riferimento. Il nuovo parco in quota e la nuova piazza lungo via Pestagalli diventano il cuore del quartiere attivando un processo di valorizzazione dell’intero ambito urbano. Essi sono il fulcro di una possibile armatura insediativa, ora latente, costituita da risorse esistenti di cui il progetto si appropria, rafforzandone il ruolo e riconoscendo per esse una nuova gerarchia. L’obiettivo è di individuare un supporto strategico capace di indirizzare e orientare le future trasformazioni. Le nuove funzioni e i nuovi servizi si appoggeranno a questo nuovo telaio insediativo, costruendo nel tempo relazioni stabili tra i differenti insediamenti. Il telaio insediativo è composto da tre direttrici e un circuito di spazi pubblici. I tre assi legano la stazione al futuro parco e, più in là, attraversando l’area di via Pestagalli, al futuro quartiere di Santa Giulia. Il loop di spazi pubblici circonda gli insediamenti lungo via Pestagalli, Santa Giulia e il quartiere Rogoredo e individua una struttura capace di costruire relazioni trasversali tra le differenti parti di questo settore urbano passando, da luogo di margine, a luogo centrale comune a più specificità locali.
In questo modo l’intero ambito urbano diventerà un’articolato congegno capace di accogliere popolazioni e stili di vita molto differenti tra loro e di diventare una parte importante di Milan

G01 - Immagini riguardanti il quadro strategico

T02 - Progetto degli spazi aperti

Un grande suolo pubblico permeabile

Il suolo pubblico è concepito come una grande superficie che scorre all’interno del progetto e si appropria di spazi che ora ne sono esclusi. Esso si compone di spazi con gradi d’intimità differente: le nuove promenade, il parco in quota, le corti e la piazza. Le nuove attività sottolineano il carattere di questi spazi costruendo un rapporto equilibrato tra le funzioni ipotizzate e la loro localizzazione entro i diversi gradi d’intimità
Tutto lo spazio pubblico diviene un parco che circonda e attraversa le due corti previste dal masterplan, costruendo una grande continuità d’uso e di percorribilità. Il parco sormonta il grande spazio commerciale, affiancato da uno spazio dedicato a giovani start-up, e si pone come una ampia terrazza affacciata sulla nuova piazza tra via Pestagalli e via Manzù. Il parco è uno spazio completamente pedonale in cui si concentrano attività legate al tempo libero e nuovi servizi. La nuova piazza è uno spazio promiscuo, di convivenza tra automobili e pedoni, in cui le persone hanno la priorità. Si tratta di uno spazio attrezzato dove s’intrecciano le relazioni tra le diverse popolazioni che vivono nel quartiere o che lo abitano solo temporaneamente.
Il progetto del parco rafforza la sequenza di spazi che, dalla stazione, passando da via Manzù, condurrà al quartiere di Merezzate fino al futuro parco. Trasversalmente a questa sequenza un parterre attraversa l’area tra le due corti, concentrando a intorno a sé le attività commerciali di vicinato e aprendo a una futura relazione con l’insediamento posto a nord.
Il disegno della pavimentazione offre diverse possibilità nell’utilizzo dello spazio senza individuare precisi tracciati di attraversamento, offrendo in questo modo una grande libertà nel suo uso e nel suo modo di essere percorso. La vegetazione, attraverso alcuni dispositivi, orienta le persone all’interno del parco e della piazza. Il punto, cioè un albero isolato, permette di creare un ostacolo per lo sguardo e per la percorrenza automobilistica. La linea costituita da un filare di alberi decorativi, sottolinea le direzioni principali. La trama, una piantumazione regolare a quinqux permette di avere aree ombreggiate che però la visuale può attraversare. La macchia costituita da una piantumazione fitta e irregolare costruisce le quinte di questo paesaggio.

G02 - Immagini riguardanti il Progetto degli spazi aperti

T03 - Piano dei servizi collaborativi

Una rete di spazi condivisi

Le nuove attività previste all’interno dell’area diventano gli hub di una rete di servizi in parte già presente nel quartiere. Grazie ad essi l’offerta di servizi esistenti all’interno di tale rete si dota di nuovi nodi di rilevanza strategica nella forma di luoghi d’incontro per popolazioni differenti. La maggior parte di essi è, infatti, rivolta a persone con stili di vita differenti ma accumunati dalle medesime necessità o esigenze.
I nuovi servizi si confrontano direttamente con la rilevanza multiscalare dell’area: a fianco dei servizi di vicinato diffusi e rivolti agli abitanti del nuovo insediamento, sono previsti servizi rivolti all’intero quartiere, comprendendo anche il futuro insediamento di Merezzate e attività capaci di attrarre gli abitanti dell’intera regione milanese come nel caso del BIC (Business Innovation Center), posto a fianco dello spazio commerciale, nel quale giovani start-up possono trovare supporto.
I nuovi servizi si collocano in rapporto sinergico con la struttura urbana ipotizzata divenendo luoghi d’incontro, socializzazione e soprattutto i crocevia della rete dei servizi alla scala dell’intero settore urbano.
Oltre a servizi di tipo convenzionale (come micro-nido, ludoteca, consultorio medico o legale, ecc.), molti dei servizi proposti sono rivolti a costruire forme di supporto alle attività lavorative. I co-work nido offrono un supporto attivo a giovani genitori con un’attività autonoma, con la possibilità di accudire i figli di chi ha bisogno di una postazione di lavoro in condivisione con altri. I co-lab sono laboratori artigianali in cui le attrezzature di lavoro vengono messe a disposizione degli abitanti per i propri lavori di bricolage o per l’hobbistica.
Alcuni spazi, invece, sono piccole dotazioni di tipo condominiale con la possibilità di essere usati da un pubblico più ampio. Essi potranno essere gestiti direttamente dagli abitanti favorendo l’integrazione tra gli abitanti del quartiere.
Il tipo di gestione dei servizi proposti dipende, quindi dalla scala cui si rivolgono: i servizi di vicinato, come accennato prima, possono essere gestiti direttamente dagli abitanti, quelli alla scala del quartiere sono gestiti a livello zonale, mentre i servizi che si rivolgono alla scala metropolitana hanno una gestione comunale.

G03 - Immagini riguardanti il Piano dei servizi collaborativi

T04 - Concept architettonico del Lotto 1

Il suolo si fa spazio

Nel progetto del parco la modellazione del suolo integra al suo interno il nuovo edificio polifunzionale. Il suolo si solleva ospitando sotto di sé le nuove funzioni commerciali e uno spazio, il BIC (Business Innovation Center), dedicato alle giovani start-up. Un edificio in linea si pone al di sopra di questa superficie come un ulteriore movimento del suolo, in cui trovano posto alloggi pensati per ospitare un’attività lavorativa integrata alla residenza e alloggi temporanei rivolti ai lavoratori delle start-up. La superficie del parco, cioè la copertura dell’edificio, è trattata come tutto il suolo pubblico ed è colonizzata dalle nuove attività che attivano lo spazio pubblico stesso. La volumetria dell’edificio in linea che si aggiunge all’edificio commerciale permette di svuotare piccole porzioni degli edifici a corte, introducendo al loro posto, spazi aperti comuni. In relazione diretta a questi spazi comuni possono essere introdotte nuove attività di servizio (consultori, palestra, wellness, micronido, ecc.) o legate al lavoro (co-working, co-working nido) che non richiedono una relazione diretta con il piano terra. In questo modo si può sviluppare una mixité funzionale all’interno dell’edificio stesso. Questi nuovi spazi comuni favoriscono all’interno degli edifici relazioni tra le persone che abitano in essi e quelle che li frequentano per accedere ai agli spazi di lavoro o ai servizi ivi ospitati.
Alla fine dell’edificio in linea, un landmark segna la presenza del parco all’interno del quartiere. Esso è l’elemento che mette in relazione le diverse quote dell’edificio, dal piano seminterrato al piano del parco e diventa una superficie di comunicazione rivolta verso la stazione e la città. Questo elemento diventa anche un punto panoramico da cui poter traguardare l’orizzonte del paesaggio agricolo a sud di Milano. In questo modo la presenza dell’edificio scompare all’interno del disegno del suolo lasciando come protagonista la grande continuità dello spazio pubblico.

G04 - Immagini riguardanti il Concept architettonico del Lotto 1

T05 - Concept tipologico-funzionale della residenza lavoro

Una sinergia pluridimensionale

Gli spazi del lavoro possono essere di natura individuale o comunitaria. Possono aprirsi al quartiere oppure rivolgersi alla scala dell’intera città. A seconda della loro natura essi sono associati a uno spazio aperto collettivo che si relaziona direttamente con gli alloggi. Così, in alcuni casi, gli spazi di co-working presenti all’interno degli edifici possono avere loggiati e terrazzi capaci di diventare spazi di relazione tra gli abitanti dell’edificio e i lavoratori. Oppure, in altri casi, gli spazi di condivisione del lavoro come le officine possono essere aperte a tutti gli abitanti. Le corti degli edifici residenziali si trasformano dunque in veri e propri spazi del lavoro condiviso tra makers e residenti.
Alcuni alloggi sono studiati per ospitare una piccola attività autonoma direttamente legata agli ambienti domestici. Quest’organizzazione (Small Office Home Office) può essere di natura individuale o comunitaria, perché più alloggi duplex possono essere uniti al piano terra permettendo la formazione di uno spazio di lavoro condiviso tra tutti gli abitanti degli alloggi.
Altri luoghi del lavoro all’interno degli edifici coniugano le qualità di un luogo dove si produce ricchezza a quelle di un servizio aperto alla popolazione. Così i co-lab sono laboratori gestiti da associazioni di abitanti in cui chiunque può entrare e, servendosi delle attrezzature messe a disposizione e assistiti dall’artigiano, può realizzare opere di bricolage, effettuare la manutenzione delle proprie attrezzature sportive oppure dedicarsi ad attività artistiche. Gli spazi di co-work nido sono pensati per offrire un servizio a giovani lavoratori autonomi. In essi, infatti, oltre alle attrezzature e agli spazi di lavoro condivisi è offerta la possibilità di portare i propri figli sul posto di lavoro, dove possono essere accuditi e seguiti.
A una scala superiore un BIC si confronta direttamente con la nuova piazza contribuendo alla vitalità di questo spazio. Esso è direttamente collegato con gli alloggi di natura temporanea, presenti sul tetto, in questo modo risulta direttamente collegato al grande parco che circonda tutta l’area. La vera relazione tra gli spazi del lavoro e gli spazi dell’abitare è nel luogo collettivo che lega i due spazi come luogo d’incontro e scambio tra persone.

G05 - Immagini riguardanti il Concept tipologico-funzionale della residenza lavoro


 

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