AAA

architetticercasi™

AAA architetticercasi 2010 - secondo classificato

Matteo Parini, Roy Nash, René Dlesk / P-U-R-A, Milan (I), 2010

Questa giacitura dei tre edifici, disposti a pettine sul fronte strada, determina un principio ritmico del paesaggio urbano, assecondando la suggestione del paesaggio costituitosi nel tempo lungo questa importante direttrici di scorrimento, fatto di elementi puntiformi più che di fronti compatti ed isolati chiusi. 
La generazione di caratteri urbani non corrisponde solo a densità di volumetria insediata, ma a densità di flussi, di attività e di vita pubblica propri dei centri storici o delle situazioni consolidate; queste condizioni sono proposte nel rapporto proporzionale tra il costruito e gli spazi aperti, nelle condizioni di funzionalità, di sicurezza e controllo sociale, di qualità ambientale.

condividifacebook twitter  0 commentivai  Via Gallarate, 421, Milano, MIapri mappa 

Prefazione

La natura residuale ed il carattere di marginalità del sito di progetto sono condizioni che il progetto vuole ribaltare attraverso il collegamento fisico e funzionale con il settore sud del quartiere Gallaratese e la massiccia intensificazione di qualità urbane in prossimità del fronte strada; si prevede quindi che questo punto rappresenti una porta al nuovo sistema costruito e dal parco previsti dal masterplan Cascina Merlata. 
Invece di definire questa interfaccia come un fronte parzialmente continuo di un nuovo isolato semi-chiuso, così come il masterplan stesso fa, il progetto propone la costituzione di un isolato aperto e perfettamente permeabile a partire dalla via Gallarate fino al parco retrostante. 
Questa giacitura dei tre edifici, disposti a pettine sul fronte strada, determina un principio ritmico del paesaggio urbano, assecondando la suggestione del paesaggio costituitosi nel tempo lungo questa importante direttrici di scorrimento, fatto di elementi puntiformi più che di fronti compatti ed isolati chiusi. 
La generazione di caratteri urbani non corrisponde solo a densità di volumetria insediata, ma a densità di flussi, di attività e di vita pubblica propri dei centri storici o delle situazioni consolidate; queste condizioni sono proposte nel rapporto proporzionale tra il costruito e gli spazi aperti, nelle condizioni di funzionalità, di sicurezza e controllo sociale, di qualità ambientale. 
Il suolo su cui poggiano gli edifici è articolato su due livelli, ed il suo disegno è finalizzato a generare una sequenza di ambiti più contenuti, più controllabili e diversamente caratterizzati per grado di permeabilità e di pubblica utilizzabilità, riconducendo chiaramente ad un'idea di urbanità vicina a quella della città consolidata. 
Si ritiene che la residenza cooperativa faccia riferimento ad un'attitudine più trasversale a condividere esperienze collettive e di relazione nell'ambito della propria sfera abitativa. 
La predisposizione di spazi variamente articolati e molto flessibili nell'assecondare queste istanze, contribuiscono alla funzionalità auto-gestita dell'insediamento e alla qualità delle relazioni di vicinato. 
Accanto a queste “infrastrutture” si dà rilievo ai sistemi di spazi collettivi più minuti e diffusi legati agli spazi di distribuzione al piano e ad alcuni spazi di servizio affinchè possano diventare sede di relazioni molto diversificate e di meccanismi di auto-vigilanza.

Urbanità

Strategia insediativa

La lettura dei luoghi oggetto del presente concorso consente di registrarne per prima cosa la natura residuale rispetto ad importanti infrastrutture di scorrimento e alla presenza del Cimitero Maggiore; il carattere di marginalità rispetto ai tessuti consolidati della periferia del quartiere Gallaratese ਠinoltre sancita dalla cesura prodotta dalla via Gallarate stessa, sul fronte settentrionale della quale infatti, i pochi edifici di diversa natura presenti hanno un chiaro carattere di spontaneità e spesso versano in stato di abbandono.

Una prima finalità che il progetto si pone ਠquella di generare continuità tra il settore consolidato del quartiere Gallaratese e la nuova zona di espansione prevista dal masterplan di Cascina Merlata; il principio insediativo sul lotto di progetto, perfetta cerniera tra le due realtà , risulta pertanto determinante nel determinare il grado di porosità del nuovo fronte su via Gallarate, nei confronti dei flussi provenienti dalle poche occasioni di attraversamento ciclo-pedonale della via stessa.

Invece di prevedere questa interfaccia come un fronte parzialmente continuo di un nuovo isolato semi-chiuso, cosa come il masterplan fa, il progetto propone la costituzione di un isolato aperto e perfettamente permeabile a partire dalla via Gallarate fino al parco retrostante.

Questa giacitura degli edifici, che propone un sistema di testate a fare da fronte su strada, stabilisce ed ordina il principio ritmico del paesaggio urbano, che asseconda la suggestione del paesaggio costituitosi nel tempo lungo questa importante direttrici di scorrimento, fatto di elementi puntiformi, che di fronti compatti ed isolati chiusi.

Una seconda finalità è quella di generare intensità di caratteri urbani che non corrisponda solo a densità di volumetria insediata, ma che contempli densità di flussi, di attività e di vita pubblica propri dei centri storici o delle situazioni consolidate; queste condizioni sono da ricercare nel rapporto proporzionale tra il costruito e gli spazi aperti, nelle condizioni di funzionalità , di sicurezza e controllo sociale, di qualità ambientale.

Il sistema del suolo - spazi aperti pubblici e semi-pubblici

Il suolo su cui poggiano gli edifici è articolato su due livelli, ed il suo disegno è finalizzato a generare una sequenza di ambiti sia contenuti, sia controllabili che diversamente caratterizzati per grado di permeabilità e di pubblica utilizzabilità ; questa rete rappresenta la disponibilità di spazio aperto che il progetto prevede. La scala piuttosto esigua degli spazi aperti rispetto alla densità dei volumi edificati, le loro differenti proporzioni e la continuità con cui si susseguono, riconduce chiaramente ad un'idea di urbanità vicina a quella della città consolidata e meno a quella di nuova espansione.

La piazza bassa si trova alla quota +0,00m e si estende in continuità con lo spazio prospiciente la via Gallarate ed il parco a nord di nuova realizzazione; essa si caratterizza come spazio pubblico effettivamente aperto ai flussi di attraversamento del nuovo insediamento da sud a nord ed ਠdefinita da funzioni compatibili con questo carattere: vi sono affacciate le tipologie residenziali che hanno uno spazi di lavoro annessi gli spazi dedicati ai servizi collettivi e di interesse comune.

La piazza alta si trova ad una quota di +4,00m, sopra il volume che contiene i servizi ad uso collettivo, ed ਠresa accessibile da una rampa-paesaggio che ne filtra l'accessibilità indiscriminata conferendovi un carattere di maggior protezione; questa sua natura rende plausibile che lo spazio domestico vi si affacci direttamente, diventandone una sorta di estensione funzionale.

Urbanità

Stili di vita

Mixitè (trasversalità dell'utenza)

Si ritiene che la residenza cooperativa non faccia riferimento ad un'utenza selezionata strettamente su base socio-economica, ma anche sulla base di un'attitudine trasversale a condividere esperienze collettive e di relazione nell'ambito della propria sfera abitativa.

La volontà di proporre un modello sociale fondato sulla compresenza di differenti profili di utenza, di predisporre spazi dedicati al loro incontro e confronto, di suggerire buone pratiche di condivisione ed autogestione di molti servizi o iniziative, deriva dalla osservazione di una oggettiva difficoltà che oggi molte categorie di persone riscontrano nell'abitare la città in modo pieno ed autonomo.

La semplice conoscenza delle reciproche necessità , la disponibilità a mettere mutualmente parte del proprio tempo al servizio della collettività e la predisposizione di spazi che assecondino queste istanze, potrebbero bastare al soddisfacimento di gran parte delle piccole necessità delle famiglie e sicuramente a migliorare lo stato delle relazioni di vicinato.

Spazi comuni (spazi di relazione minuti e diffusi)

Gli alloggi sono progettati in modo da non esaurire al loro interno in modo autonomo ed impermeabile tutte le funzionalità della sfera domestica: la condivisione di alcune funzioni di servizio oltre a liberare spazio utile nell'alloggio diventa l'occasione di inventare spazi di relazione (le lavanderie, locali adibiti a bricolage e riparazioni, locali per attrezzi, ecc.).

Anche gli sistemi di distribuzione orizzontali, i grandi ballatoi che servono in ognuno dei tre edifici una quota significativa degli alloggi, sono previsti di dimensioni tali da poter ospitare molte delle attività all'aperto delle famiglie a fianco dello spazio di distribuzione vero e proprio. Siccome il sistema dei ballatoi è previsto come delimitazione in quota del sistema degli spazi pubblici a terra, l'intensità della loro fruizione diventa direttamente proporzionale al grado di auto-vigilanza (e quindi di sicurezza) degli spazi a terra stessi.

Spazi comuni (spazi di relazione) aggregati

Il volume dei servizi collettivi, accessibile direttamente dallo spazio pubblico della “piazza bassa”, ਠprogettato per accogliere una combinazione di attività comuni che ne consenta un utilizzo il pi๠continuo possibile nell'arco della giornata ed in tutti i giorni della settimana, garantendovi la frequentazione variegata ed un costante presidio contro fenomeni di degrado.

Lo spazio dedicato a questo genere di servizi ਠstrutturato in due macro aree tematiche: l'area educativa, ricreativa, sportiva (legata prevalentemente al mondo dell'infanzia) e l'area assistenziale e medico-riabilitativa (legata al mondo della terza età ).

Stili di vita

Abitare

Gli alloggi - principi di flessibilità ,modularità ,comfort

Gli alloggi sono progettati in modo da assecondare la varietà delle istanze proprie di una popolazione molto varia: si prevede dunque un principio di flessibilità di progetto che consente, all'interno dei vincoli costituiti dal sistema strutturale e dalla posizione della banda umida, di ottenere tagli di alloggi molto vari sia su un piano che su più livelli.

L'utilizzo di componenti leggere per la suddivisione degli alloggi consente un principio di flessibilità nel tempo , ovvero la possibilità di accorpare con relativa facilità unità inizialmente distinte oppure di suddividere unità grandi in alloggi più contenuti.

E' inoltre necessario che gli alloggi consentano un minimo grado di flessibilità d'uso nel prevedere la possibilità di utilizzarne parti per attività compatibili con la funzione residenziale pura (es. luoghi di lavoro) o nel garantire ottimale funzionalità domestica in condizioni di temporanee contrazioni/dilatazioni del nucleo familiare base (es. ospitare una badante, un ragazzo alla pari, un anziano parente, un giovane nipote, ecc.).

Abitare

Costruzione

Tutti gli alloggi sono dotati di un doppio affaccio prevalentemente est-ovest, con le camere ed i servizi verso est e le zone di soggiorno verso ovest, sempre dotate di spazi pertinenziali all'aperto siano essi ballatoi semi-pubblici o terrazzi privati.

Vengono garantiti i principali sistemi passivi finalizzati all'efficienza energetica dell'insediamento: il doppio affaccio (principalmente est-ovest) a garantire una buona ventilazione naturale, il controllo dell'irraggiamento diretto negli ambienti abitabili (attraverso brise-soleil ed aggetti) e sulla facciata (micro-ventilazione), l'elevata prestazione di isolamento termico dei muri in legno che definiscono il volume (U=0,143W/M2K), l'elevato indice di compattezza del volume riscaldato.

L'inusuale densità dell'intervento e la sua rilevante posizione all'interno del panorama urbano in dinamica trasformazione, necessitano di una interpretazione formalmente più radicale del programma della residenza, e che quindi al progetto debba appartenere un elevato livello di riconoscibilità formale e di sperimentalità tecnologica.

La logica di assemblaggio delle componenti di tamponamento e la standardizzazione dimensionale e tipologica degli ambienti domestici (camere e bagni) favorisce efficienza dei processi costruttivi, ottimizzazione dei costi e velocità di realizzazione.

Viene inoltre conferito un discreto grado di riciclabilità degli elementi costitutivi dell'edificio attraverso l'ampio uso di componenti prefabbricate a base lignea assemblati a secco.

Il progetto prevede alcune soluzioni con un grado di relativa sperimentalità per la realtà italiana (anche se piuttosto collaudate in Europa): i sistemi di tamponamento dell'involucro realizzati in moduli prefabbricati e prefiniti con materiali compositi a base lignea da assemblare a secco, con un rivestimento esterno in pannelli di lamiera metallica microforata: la parete proposta, dello spessore di 305mm e costituita da un reticolo in legno lamellare prefabbricata sul modulo della struttura (540cm x 310cm di interpiano), garantisce un livello di coibentazione di 0,143w/m2k (classe A energetica), raggiungibile nella tecnologia tradizionale con spessori di muratura molto pi๠elevati e con costi a questo punto comparabili.

A “compensazione” di questa soluzione sperimentale, il progetto introduce importanti semplificazioni ed efficienze:

  • i volumi costituenti l'involucro sono di fatto delle scatole che oltre ad essere forme estremamente efficienti energeticamente, sono anche facili ed economici da realizzare;

  • la prefabbricazione dell'involucro ne rende molto veloce la realizzazione con evidenti vantaggi in termini di costi e di cantierabilità ;

  • in tutti gli alloggi sono previsti ambienti standard (camere da letto e bagni) da aggregare in modo flessibile a seconda delle esigenze tipologiche e delle esigenze dei nuclei familiari;
    tutti i servizi igienici sono posizionati sopra ad una “banda umida” che ottimizza le canalizzazioni;

  • le pareti in legno necessitano di predisporre in fase di progetto le forometrie per il passaggio di impianti generando i risparmi su assistenze murarie agli impianti e rapidità di esecuzione.

Costruzione


 

AAA architetticercasi 2010 - primo classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

B22, Stefano Tropea, Mikel Martínez Múgica, Sergio Coll Pla, Milan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2010 - terzo classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

FLU design, Giuseppe Francavilla, Luciana Mastrolonardo, MIlan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2010 - quarto classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

Camilla Guerritore, Daniele Betelli, Sonia Cucci, Luca Varvello, Milan (I), 2010

 

I falsi miti dell’architettura sostenibile

ARCHITETTICERCASI 2010,LETTURE  /  agosto 2010

Emanuele Naboni, Elena Magarotto, AAA 2010

 

Abitare la Densità

CHI SIAMO,ARCHITETTICERCASI 2010,LETTURE  /  giugno 2011

AAA architetticercasi™ 2010

 

AAA2010 Progetti a confronto

ARCHITETTICERCASI 2010,LETTURE  /  ottobre 2010

Paolo Mazzoleni, AAA architetticercasi™ 2010

 

AAA architetticercasi 2010 - PAROLA AI VINCITORI

ARCHITETTICERCASI 2010  /  novembre 2012

Video-commenti sul concorso, il mondo della cooperazione di abitazione e le opportunità per le nuove generazioni di prog (…)

 

AAA architetticercasi 2010 - IL CONCORSO SECONDO NOI

ARCHITETTICERCASI 2010  /  novembre 2012

L'idea, le motivazioni, la visione della cooperazione di abitanti, le aspettative nei giovani architetti e le prospettiv (…)

 

#CascinaMerlata e le torri firmate dai vincitori di AAA

NEWS,ARCHITETTICERCASI 2010  /  marzo 2016

Da maggio 2016 l'ex Villaggio Expo che ha ospitato le delegazioni straniere di Expo, tornerà a essere abitato in una nuo (…)

 

Centrum Odorf

GOOD PRACTICES  /  settembre 2012

Froetscher Lichtenwagner Architecten, Innsbruck (A), 2006

 

De Salamander

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Miguel Loos of Loos Architects, Zaandam (NL), 2006.

 

Die Gestapelte Kleingartensiedlung

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Helmut Wimmer, Vienne (A), 2002

 

Hegianwandweg Housing Project

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

EM2N, Zurich (CH), 2003

 

Iroko House

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

Haworth Tompkins Architects, London (UK), 2002

 

Residenze sociali Via Gallarate esito del Concorso Abitare a Milano

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

MAB Arquitectura, Milan (I), 2011

 

Sargfabrik

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

BKK Architects, Vienne (A), 1996

 

The CiBoGa Terrain

GOOD PRACTICES  /  ottobre 2012

S333 Architecture + Urbanism, Groningen (NL), 2003

 

AAA architetticercasi 2008 - primo classificato

ARCHITETTICERCASI 2008,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2008

DEMO architects, Milan (I), 2008

 

AAA architetticercasi 2010 - primo classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

B22, Stefano Tropea, Mikel Martínez Múgica, Sergio Coll Pla, Milan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2008 - secondo classificato

ARCHITETTICERCASI 2008,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2008

Operastudio, Milan (I), 2008

 

AAA architetticercasi 2010 - terzo classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

FLU design, Giuseppe Francavilla, Luciana Mastrolonardo, MIlan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2010 - quarto classificato

ARCHITETTICERCASI 2010,GOOD PRACTICES  /  ottobre 2010

Camilla Guerritore, Daniele Betelli, Sonia Cucci, Luca Varvello, Milan (I), 2010

 

AAA architetticercasi 2008 - terzo classificato

ARCHITETTICERCASI 2008,GOOD PRACTICES  /  dicembre 2008

-scape, Milan (I), 2008

 

SOCIAL MARKET - La città come interscambio

ARCHITETTICERCASI 2013,PROGETTI IN CONCORSO 2013,GOOD PRACTICES  /  luglio 2013

Marco Jacomella, Carla Ferrer Llorca, Andrijana Sekulic, Gianmaria Socci, Claudio Esposito, Salvatore Di Dio

 

LOG Abitare connessi

ARCHITETTICERCASI 2013,PROGETTI IN CONCORSO 2013,GOOD PRACTICES  /  luglio 2013

Giorgia Cilli, Arianna Veloce | Alessandro Fiorentini, Stefano Zagni


 Commenti

nessun commento presente

devi accedere al sito per poter commentare l'articolo