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FATTO DA NOI E PER NOI

Caterina Marra, Andrea Matteo Azzolini, Antonio Mannino | Stefano Sottocornola, Daniele Raffaele La Marca, Antonio Michele Cuccu, Francesco Bonanomi, Marco D’Angelo, Emanuele Fusi

FATTO DA NOI E PER NOI propone un'idea di “cittadinanza urbana” dove gli individui possano avere adeguati spazi in cui realizzarsi, insieme, individualmente e collettivamente. Lo spazio aperto, il piano terra e i servizi collaborativi strutturano, a diversi livelli, spazi flessibili dall'uso molteplice. Il concept architettonico esprime la priorità data alla costruzione di una rete di percorsi pedonali di collegamento. L'urbanità si configura in un sistema articolato di spazi aggregativi diffusi, permeabile al quartiere e basato su una visione dinamica, ideata per modificarsi nel tempo assecondando le differenti esigenze: le residenze, i servizi collaborativi e gli spazi lavorativi sono intercambiabili. L'edificio è infatti progettato per accogliere un programma di funzioni variabile.

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D00- Elaborato grafico

D00 - Elaborato grafico

G00 - Immagini generali

T01 - Quadro strategico

FATTO DA NOI E PER NOI propone un'idea di “cittadinanza urbana” dove gli individui possano avere adeguati spazi in cui realizzarsi, insieme, individualmente e collettivamente. La prima strategia riguarda l'implementazione dei collegamenti “slow” con il territorio, in modo particolare con il Parco Sud e i quartieri limitrofi, oltre ai molteplici percorsi pedonali che attraversano l'area di progetto. La seconda riguarda la costruzione di un sistema di funzioni diversificate, complementari a quelle esistenti, in modo da configurare una nuova centralità da mettere a sistema con le altre presenti. Si promuove, come terza strategia, la ricerca di un'urbanità diffusa, configurata con un sistema planimetrico aperto che, con i suoi numerosi passaggi, possa permettere nuovi percorsi che connettano anche le aree a nord, attualmente dismesse, in una possibile futura destinazione scolastica e residenziale. Si propone di riattivare i bordi degli attuali isolati di Santa Giulia, caratterizzati ora da recinti chiusi, inserendo nel centro nuove funzioni che possano permettere l'attraversamento diurno degli isolati tramite appositi varchi. Si configura così un insediamento ricco di funzioni differenti capaci di soddisfare esigenze locali ed interagire sinergicamente con la comunità.
Si propone strategicamente una duplice vocazione: colturale e culturale. La prima consiste nel valorizzare le aree verdi e i percorsi ciclopedonali a costi limitati mettendole a disposizione di ortisti e associazioni, anche istruite direttamente sul posto con specifici corsi promossi dal Centro di Forestazione Urbana (CFU). In questo modo saranno direttamente gli ortisti a prendersi cura del parco che avrà il carattere di un “giardino in movimento”, valorizzando la bio-diversità e le piante pioniere. La vocazione culturale, invece, prende forma nella scelta di definire un piccolo distretto didattico trasformando l'area a nord con una possibile funzione scolastica e garantendone l'accessibilità tramite i percorsi che attraversano l'area. La vocazione colturale e colturale si fondono in alcuni servizi collaborativi come gli orti didattici dove i bambini, con l'aiuto di insegnanti e volontari, contribuiscono alla piantumazione delle nuove aree urbane e alla cura del parco. In questo modo aumenta il senso di appartenenza a un luogo contribuendo a costruire un'identità fortemente comunitaria.

G01 - Immagini riguardanti il quadro strategico

T02 - Progetto degli spazi aperti

Lo spazio aperto, il piano terra e i servizi collaborativi strutturano, a diversi livelli, spazi flessibili dall'uso molteplice. L'urbanità si configura in un sistema articolato di spazi aggregativi diffusi, permeabile al quartiere e basato su una visione dinamica, ideata per modificarsi nel tempo assecondando le differenti esigenze. Il parcheggio in previsione lungo Via Manzù separerebbe in maniera notevole l'intervento di Santa Giulia dall'area di progetto. Si è optato per delocalizzarlo nella parte est e nella parte nord dell'area in modo da poter riqualificare la consistente fascia di spazio aperto che divide i due fronti residenziali. Anche la stessa via Manzù è oggetto del progetto che prevede di trasformarne gran parte in “woonerf”, sottolineando così la priorità del pedone. La scala umana è l'elemento che domina la configurazione dell'intervento. Nell'area di progetto chiunque può muoversi liberamente e le connessioni sono agevolate da percorsi alberati e panchine ruotanti. Anche i bambini hanno la possibilità di trovare numerose e differenti situazioni di svago per le diverse età: giochi statici e dinamici, piccoli campi da gioco, ma anche campi da bocce per adulti. Ad essi sono dedicate anche aree da adibire a giardini condivisi e orti didattici in prossimità della parte nord dell'area. La parte sud a ridosso di Via Manzù e invece caratterizzata da lampioni multifunzionali (eventuale elettricità, acqua, filodiffusione) e aree con alberature più o meno fitte che permettono, ad esempio, di organizzare il mercato settimanale all'ombra di bagolari e pioppi. Vi è anche un'area libera attrezzata da destinare ad attività artistiche e culturali caratterizzata da un suolo differente. In questo spazio è stato allestito lo spettacolo descritto nello storyboard. Gli spazi aperti sono progettati in modo da consentirne un uso diversificato nel breve e nel lungo periodo, ma anche tra le configurazioni diurne e quelle notturne. Tutti i piani terra sono destinati a funzioni commerciali che, in caso di inutilizzo, possono essere in un primo momento affidati temporaneamente ad associazioni, in attesa che le dinamiche del mercato le ricollochino al piano primo. Il progetto prevede nella superficie commerciale di maggiori dimensioni un supermercato collaborativo gestito dagli abitanti delle residenze co-housing.

G02 - Immagini riguardanti il Progetto degli spazi aperti

T03 - Piano dei servizi collaborativi

FATTO DA NOI E PER NOI è un sistema integrato di servizi collaborativi per stimolare, e successivamente rafforzare, il senso di comunità all'interno del quartiere attraverso la condivisione di esperienze collettive. Nel progettare piano terra e servizi sono state considerate quattro “personas” tratteggiate a partire da interviste sul campo e dati raccolti. In una visione diacronica dello sviluppo urbano si è provato a considerare come le esigenze di queste personas potessero mutare nel corso di cinque e dieci anni, rispetto alle esigenze iniziali, in termini di spazi e servizi. Sono stati previsti dunque altri scenari d'uso degli spazi proposti come, ad esempio, l'articolazione dei playground per bambini che crescendo cercano e trovano spazi differenti.
Nel progetto si è definito maggiormente la vocazione culturale proponendo servizi collaborativi come atelier, laboratori artigianali e musicali, dove ci si possa scambiare le proprie competenze. Lo scopo è quello di realizzare uno spettacolo di inaugurazione dello spazio dell'arte dove sono gli stessi produttori di scenografie, costumi e musica a fare da attori e spettatori: UNO SPETTACOLO FATTO DA NOI E PER NOI. I servizi collaborativi vogliono quindi avere una prevalente attrazione locale in modo da consentirne la frequentazione degli stessi residenti. In quest'ottica è stato strutturato uno storyboard che racconta la costruzione dello spettacolo a partire dai “primi passi”, con le lezioni e la definizione di “facilitatori” che mantengano gli equilibri nei vari gruppi, proseguendo con la preparazione e le assemblee, fino alle prove e allo spettacolo vero e proprio. L'evento si conclude con una festa di fine progetto. La raccolta fondi potrà inoltre finanziare nuove attività della comunità stessa. Anche i più giovani vengono coinvolti in questi progetti, ad esempio con la gestione del “gruppo web” e delle pagine multimediali per lo scambio di foto ed informazioni. Ognuno ha un proprio ruolo senza prevalere sugli altri.
Lo storyboard propone come esempio la realizzazione di un evento per la comunità, in cui ogni servizio collaborativo indirizzerà le sue attività per la creazione di una parte dello spettacolo, gettando le basi per lo sviluppo di un'identità locale.

G03 - Immagini riguardanti il Piano dei servizi collaborativi

T04 - Concept architettonico del Lotto 1

Il “concept architettonico” esprime la priorità data alla costruzione di una rete di percorsi pedonali di collegamento che permettono differenti attraversamenti del lotto1 senza costruire recinti, ma accentuando la permeabilità dell'area. Il suolo urbano prende spessore e configura un volume articolato con, al piano terra, spazi commerciali e, al piano primo, funzioni collaborative interconnesse da una rete di spazi aperti in quota. Dal secondo livello si sviluppano le residenze la cui volumetria viene sottratta da parte del planivolumetrico esistente e ridistribuita.
Le terrazze, rese accessibili attraverso scale esterne e ascensori interni, sono interconnesse da passerelle che permettono la circolazione tra i servizi collaborativi, garantendo la vitalità e uno scambio di relazioni sociali che supera la criticità della convivenza tra le diverse funzioni e ne potenzia gli aspetti positivi. La copertura del blocco ovest commerciale viene attrezzata con giardini pensili per il micro-nido, gestito dalle mamme che vivono nel co-housing, e con orti affidati in gestione ai residenti. Gli spazi, limitando il più possibile i vincoli impiantistici e strutturali, sono modulari, flessibili e facilmente collegabili in modo da configurare superfici maggiori a seconda delle esigenze. Una “free-room” condominiale garantisce uno spazio dove organizzare feste o da adibire ad eventuale stanza ospiti. Il progetto prevede spazi di co-working, dotati di servizi condivisi e mini alloggi temporanei, affittabili anche ad esterni, ad esempio collaboratori di Sky. Un modulo viene riservato a sede dislocata del Centro di Forestazione Urbana, che collabora con gli ortisti nella gestione del grande parco. Sono previsti inoltre differenti spazi liberi, in questo caso adibiti a laboratori (musicali, artigianali, scenografia, costumi...), per preparare eventi collettivi. Vi sono infine spazi predisposti a contenere servizi legati al co-housing soprastante come la lavanderia comune o la sala ricreativa con biliardino.
Il volume più basso a pianta quadrata ospita una sala polivalente che può essere allestita secondo le differenti necessità della comunità: mostre, feste, concerti o spettacoli.
Gli spazi dei servizi collaborativi sono estremamente flessibili e modulari in modo da essere intercambiabili e consentire molteplici trasformazioni nel tempo.

G04 - Immagini riguardanti il Concept architettonico del Lotto 1

T05 - Concept tipologico-funzionale della residenza lavoro

L'edificio è progettato per accogliere nel tempo un programma variabile di funzioni che introduce nuove forme di convivenza, sovrapposizione e intercambiabilità tra abitare e lavoro, superandone la sterile dicotomia casa-lavoro. Assecondando le differenti esigenze si può riconfigurare facilmente, e con modifiche contenute, l'intero edificio, da una pianta totalmente libera ad una suddivisione in moduli diversi, ripetibili e intercambiabili. Il progetto è basato su una ricerca di quelle qualità che permettono la variazione delle funzioni nel tempo riducendo i vincoli strutturali e impiantistici al minimo indispensabile. I solai sono inoltre predisposti affinché possano essere facilmente forati per collegare unità sovrapposte. I singoli moduli sono associabili su due livelli o complanarmente in unità di dimensioni maggiori a seconda degli usi. Le residenze, i servizi collaborativi e gli spazi lavorativi sono intercambiabili e possono dunque configurarsi in modo sempre differente a partire da una condizione di partenza e da un medesimo modulo di base. Il moodboard rappresenta attività caratteristiche delle nuove residenze lavoro come ad esempio piccoli lavori di sartoria, studi professionali o ambulatori privati per medici, piccole sale prove di danza o attività aperte anche nelle ore serali; le necessità possono essere differenti. In alcuni casi è previsto un modulo “lavoro” condiviso tra due moduli di residenza che si organizzano per usarlo saltuariamente. In altri casi gli spazi di lavoro possono essere ricavati con pareti mobili oppure unendo due unità sullo stesso piano. E' previsto il collegamento tra due livelli per ampliare la propria residenza o per connettere lo spazio di lavoro all'abitazione secondo configurazioni di residenza-lavoro versatili nel tempo, ri-perimetrando di volta in volta i propri spazi dell'abitare.

G05 - Immagini riguardanti il Concept tipologico-funzionale della residenza lavoro


 

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