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SOCIAL CLUSTER - abitare il cambiamento

PE-HDYJ93

Il Social Cluster si traduce come una comunità di persone e rappresenta l’espressione di una mutata cultura dell’abitare dovuta alle trasformazioni socio-economiche che stiamo vivendo.
La riqualificazione urbana dell'area d'interesse avviene attraverso un edificio che si pone come moltiplicatore e scambiatore di relazioni sociali.
Un edificio aperto e bidirezionale che guarda ad un contesto più ampio, generando una rete di utenza varia e multigenerazionale.
Sul piano architettonico, il Cluster viene interpretato come un vero e proprio spazio cuscinetto, nella quale si svolgono le diverse pratiche sociali. Il livello di privacy aumenta a man a mano che ci sia allontana dal suolo, ricreando diverse tipologie di spazi pubblici, semi pubblici, privati collettivi o privati individuali.



Tavole



G00 - Immagini generali



T01 - Inserimento urbano

Percorrendo la città di Pescara da est a ovest, ci si rende conto di come l'asse ferroviario segni un cambiamento di tipo urbano tipologico ma anche di natura economica e sociale.
L'area di intervento si inserisce nella porzione di città ad ovest dell'asse ferroviario, in un contesto particolare e di transizione dove troviamo un edificato vario per scala e destinazione d'uso.
Nonostante la presenza di polarità importanti nelle immediate vicinanze e di opere di recente rigenerazione urbana (università, tribunale, nuovi quartieri residenziali, etc…) la sensazione che si ha percorrendo via Alento è quella di un disagio sociale, che si accentua nel tratto nord della stessa, anche a causa della presenza di strutture come il centro di accoglienza e la casa circondariale.
Tali considerazioni, insieme alle previsioni di piano, hanno portato ad una ricerca sulla scala e sulla tipologia dell'intervento, cercando di rispondere alle necessità urbanistiche e alle esigenze sociali di un'area più ampia rispetto a quella di concorso.
Il piano di comparto del P.R.G. vigente prevede una superficie fondiaria che si posiziona tra un'edilizia esistente di piccola scala, fatta di abitazioni e capannoni artigianali. Si rende necessario un intervento di ricucitura urbana attraverso un fabbricato che deve dialogare con due scale differenti: da una parte le piccole abitazioni immediatamente attigue al lotto di progetto e dall'altra gli ultimi interventi di rigenerazione urbana che si sviluppano nelle vicinanze.
Il nuovo edificio, estendendosi da est a ovest ricostruisce un ritmo sul fronte strada e diventa accesso al parco. Le volumetrie si frammentano, disponendosi secondo 3 gruppi connessi da uno spazio di condivisione nella quale si svolgono le attività della vita collettiva.
L'obiettivo è realizzare un edificio aperto e bidirezionale. Partendo dalla tipologia a corte si è sviluppato un modello abitativo che ne reinterpreta i principi, arricchendoli e adattandoli a questo specifico contesto: il Social Cluster.



G01 - Inserimento urbano



T02 - Funzioni

Il Social Cluster, si inserisce all'interno del tessuto urbano come un edificio aperto non solo sotto il punto di vista architettonico, ma anche sotto quello funzionale e quindi di interazione con l'intorno.
Il programma funzionale ha l'obiettivo di fornire nuovi servizi a questa porzione di città che fungano da attrattori per un utenza più ampia rispetto a quella del singolo edificio. Un attenzione particolare è stata posta allo studio del contesto, cercando di non creare sovrapposizioni funzionali in un raggio di 400 m dall'area di progetto; distanza facilmente percorribile a piedi a o in biciletta.
I grandi complessi residenziali come il Molino o il Complesso Blumenpark, presentano un'alta percentuale di locali commerciali sfitti o invenduti mentre non prevedono funzioni di aggregazione sociale.
Da qui la scelta di non inserire superfici meramente commerciali, ma di pensare ad un economia di servizi e a spazi flessibili sia sotto il punto di vista architettonico che di destinazione d'uso.
Il parterre diventa uno spazio pubblico di connessione tra il fronte strada ed il parco sulla quale si dispongono i diversi volumi: alle estremità troviamo le funzioni pubbliche (Naturally Fitness, Pear2Pear, Repair cafè, Social Co-Working) ed internamente quelle private (i Garage delle Passioni).
Tali attività attraggono target differenti, innescando una rete di relazioni alla piccola e media scala:
- Naturally Fitness; è una palestra che basa la sua filosofia sul benessere fisico e psichico, servendosi del contatto con la natura;
- Pear2Pear; è uno spazio per la formazione continua dove le varie generazioni si incontrano per scambiarsi conoscenze, o dove bambini e ragazzi possono ritrovarsi nel dopo scuola;
- Repair cafè; un Fab-Lab a disposizione di studenti, makers o tutto fare di ogni genere dove potersi confrontare ed incontrare;
- Social Co-Working; un ufficio condiviso dove poter trovare una postazione di lavoro temporanea;
- I Garage delle Passioni; una rilettura del garage come stanza Jolly della casa, da poter utilizzare per i propri hobby e nell'eventualità come vetrina per il proprio business; una stanza da poter affittare o adattare per reagire ad un eventuale cambio di stato di famiglia.
Una stanza per tutti e di tutti, che riporta una porzione di abitazione al piano terra mettendo in diretto contatto lo spazio privato con quello publico



G02 - Funzioni



T03 - Relazioni

Il Social Cluster si traduce come una comunità di persone e rappresenta l'espressione di una mutata cultura dell'abitare dovuta alle trasformazioni socio-economiche che stiamo vivendo.
Questo sistema sta portando alla formazione di un nuovo tipo di famiglia che si discosta dal modello tradizionale: è in atto un processo di parcellizzazione dei rapporti familiari che si ramificano in nuovi schemi di convivenza e in nuove figure (i single, le coppie, le coppie con figli sposate o separate e diversamente ricomposte, le ragazze madri, gli anziani alla quale l'allungamento della vita media dà la possibilità di rinnovamento).
La sfera del privato si sta sempre più aprendo ad una dimensione pubblica, collettiva e di gruppo.
Il Social Cluster si pone come un accentratore di vita sociale, prediligendo un sistema incentrato sulla Sharing Economy. Tale modello definisce un processo economico basato sulle pratiche di scambio e condivisione, aperto a chiunque voglia prenderne parte. I ricavati della piccola economia verranno utilizzati per la gestione e manutenzione del fabbricato oltre che per l'organizzazione di un calendario di eventi atti a rendere l'edificio attivo durante tutto l'arco dell'anno.
Sul piano architettonico, il Cluster viene interpretato come un vero e proprio spazio cuscinetto, nella quale si svolgono le diverse pratiche sociali. Il livello di privacy aumenta a man a mano che ci si allontana dal suolo, ricreando diverse tipologie di spazi pubblici, semi pubblici, privati collettivi o privati individuali.
Lo spazio di ingresso, viene reinterpretato come spazio di aggregazione tra il contesto e l'edificio, piuttosto che come passaggio.



G03 - Relazioni



T04 - Interni

La casa, nonostante costituisca sempre un punto di riferimento topografico, si sta sempre più trasformando in luogo di passaggio.
I nuovi nuclei familiari hanno esigenze economiche e sociali diverse e richiedono nuove tipologie di alloggi.
La necessità è spesso quella di poter avere la propria individualità, usufruendo delle comodità e dei servizi di un alloggio condiviso.
L'abitazione viene quindi riletta e ridistribuita.
I moduli abitativi del Social Cluster sono diversi per forma, dimensione e tipologia a seconda del tipo di famiglia o di comunità che li abita.
Le varie tipologie sono date dall'accostamento o la sovrapposizione di 3 moduli base, costituiti da elementi prefabbricati in legno, di 4,50X4,50 metri che formano rispettivamente il blocco servizi, l'open-space e la camera con studio. Questo tipo di sistema ci permette di avere una grande varietà di alloggi e di rispondere alle esigenze di personalizzazione degli stessi, pur restando all'interno del modulo standard.
Salendo i vari piani, alla variazione della privacy si accostano tipologie differenti di moduli abitativi:
- Al piano primo troviamo gli aggregati di tipo A, per piccole comunità di persone come studenti, lavoratori, famiglie allargate o miste, dove ad un grande spazio di ingresso collettivo vengono accostati dei moduli abitativi individuali minimi;
- Al piano secondo e terzo ci sono gli aggregati di tipo B per single, coppie o famiglie che condividono uno spazio esterno annesso alle abitazioni;
- Dal quarto piano in poi ci sono gli aggregati di tipo C, per famiglie tradizionali, che si affacciano sugli spazi comuni, senza accedervi direttamente.
Ogni tipologia può avere un "Garage delle Passioni" annesso, situato al piano terra. Questo, concepito come spazio jolly della casa, è costituito da un modulo base con la sola predisposizione dei servizi così da renderlo totalmente flessibile e personalizzabile.



G04 - Interni



T05 - Conclusioni

L'intero complesso residenziale è costituito da una maglia strutturale in acciaio nella quale si inseriscono i vari moduli prefabbricati in legno, che costituiscono le abitazioni e gli spazi annessi.
La scelta di una struttura prefabbricata modulare, assemblabile a secco porta ad una serie di vantaggi economici in quanto riduce i tempi di cantiere, facilita il montaggio e offre la possibilità di dilazionare la costruzione dell'edificio nel tempo, evitando di realizzare nuove cubature prima che vengano vendute ma anche permettendo di ampliare o ridurre le abitazioni, sulla base della variazione del nucleo familiare.
Il Social Cluster si pone come una struttura mutevole, un edificio vivo, non solo per le relazioni sociali che innesca, ma anche sotto il punto di vista del sistema costruttivo e dei materiali.