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greenHAVEN - MILANO SANTA GIULIA

Daylight Bovolo

un rifugio verde a Milano Santa Giulia, un luogo dove vivere ma anche lavorare; un posto dove incontrarsi e un ambito in cui crescere; un approdo oppure un luogo da cui incominciare... tutto questo è greenHAVEN.
Un progetto integrato di strategia urbanistica e architettonica dal duplice scopo: in primo luogo affrontare il tema di un'area complessa di Milano, il quartiere Santa Giulia, portando lì elementi preziosi perché posso ritrovare un'urbanità che è rimasta solo sulla carta, e in secondo luogo attivare delle risorse che abbiano un respiro globale rispetto a Milano, creando opportunità nuove. Il tema è complesso e necessita di essere affrontato da molti punti di vista: quello urbano e architettonico, ma sopratutto nell'ambito di un programma integrato di funzioni urbane.

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D00- Elaborato grafico

D00 - Elaborato grafico

G00 - Immagini generali

T01 - Quadro strategico

La definizione urbana dell'isolato di via dei Pestagalli parte dal confronto con il contesto e l'immediato intorno. Il quartiere Santa Giulia, nonostante le problematiche dovute alla contingenza della sua realizzazione, è ricco di aree di forte carattere urbano ed è potenzialmente un centro di respiro metropolitano. Tuttavia, risulta ancora debole nella capacità attrattiva verso Milano e i quartieri limitrofi. E' questa la problematica più sentita da parte dei suoi abitanti, cioè la percezione di un isolamento urbano. Non è semplicemente un sentimento collettivo, ma si riscontra quasi a livello fisico sul quartiere stesso e ne portano le conseguenze ad esempio i commercianti, le cui attività faticano ad avviarsi per mancanza di un bacino d'utenza significativo. È questo, a nostro avviso, il tema centrale con cui un progetto urbano, qui a Santa Giulia, deve necessariamente confrontarsi. La strategia di progetto, per tanto, sarà tanto più efficace quanto più la sua mission sarà volta all'integrazione e alla attrattività. Questo senza cadere nella facile illusione che basti inserire funzioni e attività per dare urbanità ad un quartiere che necessità di essere ricucito anche nel suo tessuto urbano.
L'isolato di via dei Pestagalli, si trova in una situazione rilevante: a cavallo tra una zona di nuova costruzione che necessita di essere consolidata, e una zona di interventi edilizi recenti ma già abbandonati. L'intervento di Pestagalli, quindi, potrebbe divenire l'occasione per innescare processi positivi, a patto di non chiudersi su se stessa in posizione di difesa. Certamente, tuttavia, una protezione almeno acustica è invece necessaria nei confronti della linea ferroviaria.
L'area di progetto è organizzata in tre isolati tra loro connessi da un dispositivo urbano di spazi aperti misurati sul tessuto urbano limitrofo, ma tentando di limitare le dimensioni degli spazi aperti e di racchiuderli per quanto possibile, volendo contrapporsi al quartiere, dove gli spazi appaiono troppo grandi. Ma per fare questo senza senza che il nostro ambito urbano perda carattere, si è concentrato il volume in due edifici alti 10 piani posizionati ai due estremi dell'isolato. Ė questa anche l'occasione per recuperare l'affaccio a Sud, tanto prezioso per gli alloggi. Proponiamo infine di spostare il parcheggio esistente che attualmente costituisce un limite alla continuità urbana

G01 - Immagini riguardanti il quadro strategico

T02 - Progetto degli spazi aperti

I tre edifici del complesso sono disposti in maniera tale da racchiudere uno spazio centrale dalla forma irregolare ma ben definita, nei suoi limiti. Su questo spazio affacciano tutti gli edifici, e dunque contribuiscono a definirne l'urbanità. Altri due spazi urbani importanti definiscono il progetto, uno è quello che si affaccia su via Manzù, uno spazio tanto prezioso quanto ricavato grazie al faticoso spostamento del parcheggio su via dei Pestagalli. Uno sforzo però necessario, se si vuole ottenere continuità urbana tra il nostro isolato e il quartiere Santa Giulia. Da questo spazio di accede alle funzioni urbane dell'edificio-programma greenHAVEN, nella fattispecie all'agromercato. A motivo delle sue notevoli dimensioni si è ritenuto necessario caratterizzarlo fortemente con un disegno di pavimentazioni e materiali differenti. Sul lato Nord-Ovest una passeggiata alberata fiancheggia il cavo Taverna, che potrebbe diventare un piccolo spunto paesaggistico, a patto, però, che venga riqualificato. Il lato nord, invece, è caratterizzato come un cortile, attrezzato con dei campi da gioco utili sia ai futuri abitanti che alle scuole che verranno insediate nell'isolato immediatamente vicino.

G02 - Immagini riguardanti il Progetto degli spazi aperti

T03 - Piano dei servizi collaborativi

greenHAVEN offre residenza e uffici a canone sociale, un incubatore d'impresa in uno spazio dedicato denominato co-working e un agromercato solidale, la cui presenza è forse l'aspetto più innovativo del progetto.
Ma cosa vuol dire agromercato? Cominciamo col dire che non è un supermercato, o almeno non solo... non è un mercato della Terra, ma nasce dal medesimo concetto... contiene degli aspetti tipici dei GAS collaborativi. In effetti integra tutte queste funzioni in un unico servizio. Ha la struttura logistica di un supermercato, ma raccoglie i prodotti direttamente coltivati nel Parco Agricolo Sud, infine ha una struttura di lavoro collaborativo, agevolando una gestione attenta e controllata da parte dei consumatori, e inoltre la possibilità di realizzare notevoli risparmi sul prezzo finale in cambio di un po' di tempo.
Perchè qui l'agromercato? Intanto prendendo spunto dal fatto che a Santa Giulia un supermercato non c'è, e che i suoi abitanti si trovano spesso a dover comprare latte e frutta dal gelataio! Ma soprattutto la vicinanza al Parco Agricolo Sud e la grande raggiungibilità del quartiere da un bacino di utenza potenzialmente regionale, rendono questa location particolarmente appetibile. Esso dovrebbe attingere a tutto il mondo che negli ultimi anni si è formato attorno al tema dei Mercati della Terra a Milano, dove consumatori consapevoli e produttori si incontrano direttamente. Attualmente esiste un appuntamento mensile alla Fabbrica del Vapore, la proposta è dunque non solo quella di trovare un'altra località a Milano Sud dove svolgere dei mercati estemporanei, ma quella di realizzare una attività quotidiana di vendita sul territorio, per fare incontrare domanda e offerta in maniera continuativa. Potrebbe genere un circolo virtuoso e per una educazione diffusa dell'arte del mangiare sano che va sempre più perdendosi con la globalizzazione, e per l'incentivazione di attività agricole positive sul territorio. Inoltre qui a Santa Giulia a breve diversi progetti di Housing Sociale potrebbero portare della popolazione particolarmente disposta alla collaborazione, trovando, del resto terreno fertile in un quartiere il cui comitato è molto attivo. Un simile servizio potrebbe veramente divenire attrattivo non soltanto per il quartiere, ma chiamando un bacino d'utenza vasto e d'ampio respiro, potrebbe sarebbe un veicolo di urbanità importante.

G03 - Immagini riguardanti il Piano dei servizi collaborativi

T04 - Concept architettonico del Lotto 1

L'edificio è un vero e proprio manifesto. Si tratta di un catalizzatore, definito da un programma complesso, di integrazione di funzioni solitamente sconnesse. Le grandi superfici di vendita infatti tendono ad isolarsi dal contesto urbano, ritagliandosi degli spazi che solo la macchina può raggiungere. Tuttavia se ne possono trovare all'interno di aree più dichiaratamente urbane, o in edifici complessi, ma quasi mai integrati alla residenza. É dunque una sfida sviluppare il concept di un edifico dove questi fossero non solo accostati, ma addirittura condividere il medesimo involucro architettonico. In effetti l'esigenza di caratterizzare l'agromercato con uno spazio adatto, si è ben sposata con la volontà di progettare un edificio residenziale che tenga conto dei principi dell'architettura passiva e contemporaneamente e dove il tema dell'Housing Sociale crea lo spunto per la dotazione di ampi spazi condivisi.
L'elemento architettonico caratterizzante è pertanto l'involucro continuo trasparente (in vetro ma anche in lexan per poter affrontare il tema dei costi con serenità), risolvendo così con un unico tema architettonico la compresenza di molteplici funzioni. La doppia parete (strategicamente applicato sul lato sud dell'edificio) crea un effetto serra positivo per la climatizzazione controllata degli alloggi. Il lato nord si contrappone volutamente con la sua compattezza con la leggerezza della facciata sud, rivestita di un materiale scuro con bucature alte e strette.
All'interno invece lo spazio di distribuzione degli alloggi è ampio e continuo, caratterizzato non solo dai ballatoi, ma soprattutto dalla facciata interna, mai interrotta né in verticale né in orizzontale. Questa facciata dovrà essere di particolare ricchezza materica o cromatica. Al piano 4° troviamo un "upper ground floor", dove sono concentrati gli spazi comuni, e che si è sempre "costretti" a raggiungere per via dell'organizzazione del sistema di distribuzione. Questo per far sì che vi sia sempre affluenza, anche solo transitoria, non permettendo che uno spazio così rimanga vuoto o inappropriamente utilizzato. Questo non impedisce, tuttavia, che alcuni suoi spazi antistanti gli alloggi possano essere privatizzati dagli inquilini. Dobbiamo infatti considerare questo spazio a tutti gli effetti come un esterno, sebbene protetto, tanto che gli alloggi vi si affacciano con le finestre.

G04 - Immagini riguardanti il Concept architettonico del Lotto 1

T05 - Concept tipologico-funzionale della residenza lavoro

L'offerta dedicata al lavoro nel programma di greenHAVEN si sviluppa in due temi: uffici connessi direttamente alla casa e uno spazio di co-lavoro dove potrebbe prendere sede una società di incubazione per giovani. É questo un tema molto attuale e di valore, specialmente in un momento storico in cui i giovani fanno fatica a tracciare una strada sicura, ma che a maggior ragione sono sfidati nella loro capacità di innovazione.
L'altro tema, per certi versi più ingegnoso, è quello dell'arte combinatoria di moduli dedicati alla residenza e moduli dedicati ad attività lavorative (uffici per giovani freelance, studi professionali, studi dentistici...). La ridondanza dei percorsi, in questo caso, permette di ottenere una grande flessibilità combinatoria: gli appartamenti del piano superiore sono direttamente connessi tramite una scala accessibile da due appartamenti e che conduce a due uffici sottostanti. Che questa scala comune a due alloggi sia accessibile proprio dal corridoio della zona notte è una coincidenza, ma un intento progettuale preciso, volto a sottolineare come "proprio da casa tua" puoi andare in ufficio scendendo una rampa di scale!
Gli appartamenti, così, sono accessibili sia dall'ufficio che dal ballatoio. É quella famosa ridondanza che permette di ottenere la flessibilità. Infatti cosa vieta che la scala venga chiusa l'alloggio venga trasformato in un duplex, all'occorrenza? O cosa che due appartamenti differenti possano addirittura condividere il medesimo ufficio, senza dover per questo rinunciare alla propria legittima privacy?
Anche tutti gli altri alloggi dell'edificio sono ben studiati nella loro distribuzione interna: pur essendo piccoli, non ci sono sprechi di spazi, cosicché hanno una architettura chiara e precisa e dispongono di più spazi di servizio di quanti non ne abbiano tipicamente alloggi delle stesse dimensioni. Ad esempio in 70 mq si ricavano due camere da letto comode, una zona giorno ampia e passante, e fino a tre bagni. Il modulo di base, poi, attentamente misurato, consente di ottenere una flessibilità in verticale che consente di sviluppare quel famoso programma integrato dell'housing sociale senza stonature nella pulizia planimetrica dell'edificio.

G05 - Immagini riguardanti il Concept tipologico-funzionale della residenza lavoro


 

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